A cura di Davide Casto, psicologo psicoterapeuta del centro medico Nuova Medicina di Cesenatico

Durante questo lungo periodo di pandemia, in cui abbiamo conteggiato da poco un intero anno di epidemia, abbiamo perso col tempo quelle routine quotidiane che, per molto tempo, davamo per scontato.

Questa nuova condizione ci ha portato a vivere e sentire sempre più un “vuoto interiore”, un disagio psicofisico che è cresciuto a tal punto da portare somatizzazioni intense e diffuse, in alcuni casi anche invalidanti.

In questa situazione incerta e prolungata la casa è tornata ad essere vissuta, per alcuni, come un rifugio, una tana, un luogo deputato a trasmettere quella “sensazione di sicurezza” che altrove, fuori, manca.

Per altre persone, invece, la casa è diventata “cassa di risonanza” di tensioni ed emozioni dolorose causa di una convivenza forzata con il partner. Vite costruite su equilibri che, venendo meno, hanno fatto riemergere conflitti sopiti e sottotraccia.

Non solo.

Rispetto alla vita precedente, l’isolamento ci ha fatto perdere anche la concezione di prevedibilità, di libertà di movimento, di sicurezza interiore e, non da ultimo, del senso del tempo. Abbiamo perso il senso della quotidianità e, per alcuni, anche il valore e lo scopo della vita. A queste perdite si intreccia anche la capacità di progettare il futuro, la cui percezione incerta crea strappi e confusione.

D’altronde, è la prima volta che capita una situazione del genere nella nostra vita.

Cosa possiamo fare per affrontare questa situazione al meglio?

Per prima cosa, e per evitare di peggiorare il nostro equilibrio psicofisico, dovremmo prima di tutto ascoltare e capire cosa ci succede dentro. Ascoltare i nostri bisogni, saper riconoscere i nostri stati d’animo, capire quando una situazione può arrecarci preoccupazione eccessiva al punto da incrementare ansia, stress e frustrazione, sono alcuni dei modi possibili per stare bene.

Un’altra risorsa a cui possiamo fare riferimento è coltivare quella che viene chiamata “resilienza”, ovvero la capacità di saper affrontare questi eventi stressanti e riorganizzare, in modo positivo, la propria quotidianità.

Qualora perdessimo il nostro equilibrio psicofisico dovremmo prendere in considerazione la possibilità di fare un check-up, una valutazione psicologica in tempi utili: aspettare e procrastinare quando si vive uno stato di malessere non è una buona strategia per stare meglio.

Una consulenza psicologica è utile non solo per intervenire quando si sta male, ma anche (e soprattutto) quando si desidera stare meglio per mantenere quel benessere interiore che chiamiamo serenità.


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