Hai le mani fredde? Scopriamo insieme perché!

Feb
2026

A cura del Dr. Giovanni Iosa, specialista in Medicina Interna e Geriatria, Medicina Vascolare.

Capita spesso, soprattutto in inverno o quando si è stati fermi a lungo, avere le mani fredde.

Ecco qualche idea semplice per scaldarle un po’:

  • Muovi le dita Apri e chiudi le mani più volte: aumenta la circolazione.
  • Sfregale tra loro Il calore per attrito funziona sorprendentemente bene.
  • Tieni qualcosa di caldo Una tazza di tè o caffè può essere un ottimo “scaldamani” improvvisato.
  • Copriti meglio A volte basta aggiungere uno strato in più o indossare guanti anche in casa.

“Ho le mani fredde e che cambiano colore”

Quando le mani diventano fredde e cambiano colore, il corpo sta segnalando qualcosa che merita attenzione, anche se non sempre è qualcosa di grave.

Il cambiamento di colore (di solito bianco → blu → rosso) è spesso legato a una riduzione temporanea del flusso di sangue verso le dita. Le cause più comuni includono:

Fenomeno di Raynaud (molto frequente)

Si tratta di una situazione molto frequente ed ha le seguenti caratteristiche:

  • Le dita diventano bianche perché il sangue arriva meno.
  • Poi possono diventare bluastre.
  • Quando la circolazione riparte, diventano rosse e possono dare formicolio o dolore.
  • È spesso scatenato da freddo, stress, o cambi bruschi di temperatura.

Freddo intenso

Anche senza il fenomeno di Raynaud, mani molto fredde possono cambiare colore se i vasi sanguigni si restringono troppo. Differenziare un fenomeno di Raynaud primitivo (il problema è limitato al fenomeno e la patologia è benigna) da uno secondario cioè legato a patologia sottostante è ovviamente importante. In particolare nella diagnosi e nel trattamento di una malattia del connettivo sottostante e, in particolare, della sclerodermia. La semplice e incruenta osservazione microscopica dei capillari periungueali (capillaroscopia) ha impresso un cambiamento importante nello studio della storia naturale della sclerodermia, consentendo l’individuazione di aspetti specifici.

E’ sempre utile ricordare che la diagnosi differenziale del Raynaud secondario non prevede soltanto le malattie del connettivo ma tutta un serie di patologie a genesi diversa (crioglobulinemie, malattia di Buerger, sindrome dello stretto toracico superiore, sindrome del tunnel carpale, malattie professionali, sindromi paraneoplastiche, farmaci).

Nel corso degli ultimi 30 anni numerosi farmaci sono stati proposti ed utilizzati per il trattamento del fenomeno di Raynaud (aminaftone, calcio antagonisti, tadalafil, prostaciclina).

Non è, comunque, da minimizzare l’approccio generale del paziente, dal cambiamento dello stile di vita a tutti gli accorgimenti per evitare l’esposizione alle basse temperature, sino a tecniche complementari di terapia come il bio-feedback, l’agopuntura e la psicoterapia.
E’ altrettanto importante far conoscere al paziente i fattori che oltre al freddo possono scatenare o aggravare le crisi vasospastiche (fumo di sigaretta, farmaci).


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